martedì 18 aprile 2017

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Trovi qualche info in più alla pagina Appuntamenti o, se hai domande, puoi scriverci a losguardointerno@gmail.com :)


domenica 2 aprile 2017

Esperienze di cambiamento


In questo mini video abbiamo messo insieme stralci di un'intervista in cui Silo parla di alcuni temi centrali del Messaggio: superare la sofferenza, le esperienze di cambiamento. 


video




Estratto di un discorso informale sul senso delle cerimonie



Silo, Bombay 1977



… Noi diciamo che c'è un sentimento che si orienta verso la trascendenza, ma non diamo spiegazioni circa l'aspetto della divinità.
Ci sono tra i nostri amici molti credenti e molti atei. E per noi questo va molto bene....
Noi crediamo nella libertà di espressione del sentimento umano.
Non cerchiamo di accentuare le differenze; cerchiamo di lanciare ponti di comunicazione tra gli esseri umani.
Ma come si fa a costruire ponti tra differenze? Solo il sentimento può fare da collante.
Il sentimento è la forza che può muovere gli insiemi.
Per noi ciò che è cerimoniale non è destinato a una divinità. Per noi ciò che è cerimoniale è destinato al sentimento.
Queste cerimonie uniscono emotivamente. Permettono che le emozioni si esprimano. Permettono che le persone si leghino.
Permettono di tendere ponti tra le persone.
E' il sentimento dell'amore, il sentimento religioso, e tutta questa forte energia che c'è all'interno del cuore dell'uomo.
E questa cosa insolita che è l'apparente differenza tra esseri umani, può risolversi con maggiore facilità di quello che si crede.

giovedì 25 aprile 2013

Cos'è Il Messaggio di Silo



“Il Messaggio è espressione del ‘profondo’, dell’interiorità dello spirito umano capace di trascendere i tempi e gli spazi nei quali vive il nostro ‘io’. E’ il mezzo capace di metterci in presenza del sacro.”

Il “Messaggio di Silo” non prevede nessuna mediazione interpretativa. Non troverete quindi chiarimenti sul contenuto scritti da qualcuno di noi. Le parole e gli approfondimenti dell’autore stesso faranno in modo che ognuno ne tragga liberamente ciò che vuole.

Il libro si apre così:

LA MEDITAZIONE



Qui si racconta come il non-senso della vita si trasformi in senso e pienezza.
Qui c'è allegria, amore per il corpo, per la natura, per l'umanità e per lo spirito.
Qui si rinnegano i sacrifici, il senso di colpa e le minacce dell'oltretomba.
Qui ciò che è terreno non si oppone a ciò che è eterno.
Qui si parla della rivelazione interiore a cui giunge chi medita in umile e attenta ricerca.

Leggendo vedrete che una parte del libro è dedicata a esperienze che possono essere realizzate da soli o insieme ad altri, come noi facciamo settimanalmente. I nostri incontri sono aperti a tutti, indipendentemente dalle credenze, la provenienza religiosa o l'ateismo di ciascuno, e sono gratuiti. Trovate tutti i riferimenti alla pagina Appuntamenti.



Intanto qui potete leggere “Il Messaggio di Silo”

E qui ci sono degli approfondimenti.



ssaggio di Silo
Spiritualità
Silo Roma


lunedì 7 gennaio 2013

- Il Cavaliere e la sua ombra




VIII. IL CAVALIERE E LA SUA OMBRA





Quando il sole imporporò il cammino, l’ombra si allungò tra pietre e dure sterpaglie. E il cavaliere cominciò a rallentare l’andatura fino a che si fermò vicino a un fuoco giovane. E un vecchio, che accarezzava le fiamme con le mani, salutò il cavaliere. Questi scese di sella e parlarono. Poi il cavaliere continuò per la sua strada.
Quando l’ombra cadde sotto gli zoccoli del cavallo, il cavaliere si fermò un istante e scambiò alcune parole con un uomo che lo aveva chiamato dal ciglio della strada.
Quando l’ombra si allungò alle spalle del cavaliere, questi non rallentò più il passo. E un giovane che voleva fermarlo riuscì solo a gridargli: “Stai andando nella  direzione opposta!”.
Ma la notte fece smontare di sella il cavaliere; ed egli, solo, vide l’ombra nella sua anima. Allora, sospirando tra sé e le stelle, disse:
“In uno stesso giorno, un vecchio mi ha parlato della solitudine, della malattia e della morte; un uomo, di come sono le cose e della realtà della vita. Infine, un giovane, che neanche è riuscito a parlarmi, ha cercato, gridando, di deviare la mia strada verso una direzione sconosciuta.”
Il vecchio aveva paura di perdere le sue cose e la sua vita; l’uomo, paura di non riuscire a cogliere ciò che credeva fossero le sue cose e la sua vita; ed il giovane, paura di non poter fuggire dalle sue cose e dalla sua vita.
Strani incontri questi, in cui il vecchio soffre per il suo breve futuro e si rifugia nel suo lungo passato. L’uomo soffre per la sua situazione presente e cerca riparo in ciò che è accaduto ed in ciò che accadrà, a seconda che guardi davanti a sé od alle proprie spalle. Ed il giovane soffre perché il suo breve passato lo tallona e si rifugia in un lungo futuro.
Tuttavia, riconosco in quei tre volti il mio volto e mi sembra di comprendere che ogni essere umano, qualunque sia la sua età, può passare da un tempo all’altro e vedere in ognuno di essi fantasmi che non esistono. O forse esiste oggi l’offesa che ho patito nella mia gioventù? Forse esiste oggi la mia vecchiaia? E’ forse reale il pericolo che in questa oscurità si annidi già la mia morte?
Ogni sofferenza s’insinua attraverso il ricordo, l’immaginazione od attraverso ciò che viene percepito. Ma è anche grazie a queste tre vie che esistono il pensiero, il sentimento e l’azione dell’essere umano. Allora, è vero che queste tre vie sono necessarie, ma è anche vero che esse diventano canali di distruzione quando la sofferenza le contamina.
Ma la sofferenza non sarà forse il segnale che la vita ci invia quando la sua corrente si inverte?
La vita può essere invertita da qualcosa  (che non conosco ) che si fa nella vita stessa.
Ma se è così, quel vecchio, quell’uomo e quel giovane qualcosa hanno fatto nella loro vita perché essa si invertisse.
Allora il cavaliere, che meditava nell’oscurità della notte, si addormentò. Addormentandosi, sognò e nel suo sogno il paesaggio si illuminò.
Si trovava al centro di uno spazio triangolare chiuso da muri di specchi. Gli specchi riflettevano la sua immagine, moltiplicandola. Se sceglieva una direzione, si vedeva vecchio, se ne prendeva un’altra, il suo volto era d’uomo o di ragazzo...
Ma egli si sentiva un bambino, al centro di se stesso.
Allora tutto cominciò a oscurarsi e quando non poté riconoscere altro che la nera oscurità, il cavaliere si svegliò.
Aprì gli occhi e vide la luce del sole. Poi montò a cavallo e, vedendo che l’ombra si allungava, disse tra sé: “E’ la contraddizione ciò che inverte la vita e genera sofferenza... Il sole cala affinché il giorno si trasformi in notte. Ma come sarà il giorno, dipenderà da ciò che io ne farò.”